"Ecco, hai trovato il tuo suono, quello giusto" (Helen Miller)

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Rassegna stampa

Martedi 10 Settembre 2002

Roma

L'indimenticabile udienza Papale

L' Araldo della Madonna di San Marco
n. 10 - Ottobre 2002

Chi l’avrebbe mai detto che la Glenn Miller Band, che esordì con nove elementi solo cinque anni fa, potesse arrivare in un arco di tempo così breve a “conquistare” anche Roma?

Sebbene possa sembrare incredibile è stato proprio questo il coronamento dei cinque anni di sforzi e soddisfazioni della nostra banda.

Ci piacerebbe perciò raccontarvi dal nostro punto di vista il raggiungimento del nostro più grande traguardo.

 
1° giorno
I Turisti


Ore 5.00: partenza.

Nonostante il pensiero comune fosse “Ma chi ce lo fa fare?”, la consapevolezza che la risposta fosse “Il Papa” ci ha portato ad essere per la prima volta tutti puntuali. C’è da dire anche che la prospettiva di sette ore di viaggio non ci spaventava affatto. Anzi già dalle 5.02 abbiamo cominciato a cantare e a “loccheggiare” per il pullman e abbiamo continuato così fino alle 12.00 quando finalmente siamo arrivati nella Capitale.

Dopo il pranzo in albergo è iniziata la nostra vacanza da turisti armati di macchina fotografica (quasi peggio dei cinesi!). Non ci saremmo mai aspettati che Roma fosse così grande: in sei ore di cammino non l’avevamo ancora visitata tutta...ma quasi (grazie ai ritmi incalzanti del Don)! E dopo qualche foto di gruppo davanti al Colosseo, qualche “cheese” sullo sfondo dei Fori Romani e dell’Altare della Patria, qualche monetina gettata nella Fontana di Trevi e un’infinità di preghiere recitate nelle diverse Chiese eravamo pronti per una pizza. Ma le sorprese non erano ancora finite: Roma, illuminata dalle luci notturne, ci mostrava nuovi spettacoli.

La giornata si è conclusa nel modo migliore: con una “sfilata” in piazza di Spagna. Infine, dopo l’appello in piazza del Popolo, siamo partiti alla volta dell’albergo; detto fra noi; veramente stanchi, ma anche soddisfatti.

 

2° giorno
I Pellegrini


 Ore 6.15: sveglia.

Dopo il traumatico risveglio, ci siamo preparati e abbiamo raggiunto la stazione Trastevere per andare in Vaticano.

Arrivati nell’immensa piazza S. Pietro abbiamo incontrato Roberto Spagnoli (grazie al quale siamo giunti a Roma) che ci ha accompagnati all’interno della Basilica, tanto splendida quanto rinomata: la grandezza degli ornamenti, l’imponenza delle colonne, la luce soffusa e la vastità delle dimensioni: tutto contribuiva a creare un’atmosfera di mistica ammirazione verso quell’edificio che così bene rammentava al pellegrino l’onnipotenza di Dio.

Ciascuno di noi ha avuto la possibilità di visitare quello splendido Luogo Sacro prima di radunarci nella Cappella dove vengono custodite le spoglie di Papa Giovanni XXIII per assistere alla celebrazione della S. Messa presieduta da Mons. Bertagna (indispensabile per la nostra trasferta a Roma) assistito da Don Pietro Testa.

Una volta ricevuta la benedizione ci siamo ritrovati all’entrata dei Musei Vaticani dove abbiamo assistito al cambio della guardia e abbiamo incontrato il nostro “Virgilio”. Accompagnati dalle sue esaurienti spiegazioni siamo andati dalle stanze adibite all’esposizione di quadri a quelle per le statue passando per corridoi pieni di arazzi, fino a raggiungere il “Paradiso”: la Cappella Sistina, di cui siamo riusciti ad apprezzare ogni dettaglio, a comprendere i significati allegorici e a seguire lo sviluppo dei quadri che avevano precisi schemi, sia per quel che riguarda le vite di Gesù e Mosè tra le quali sono stati creati dei parallelismi, sia per il Giudizio Universale.

Ma dopo aver “saziato” la nostra curiosità artistico-culturale, abbiamo pensato di non offendere il nostro stomaco saziando anche lui...

Nel primo pomeriggio ci siamo recati ai Giardini Vaticani, anch’essi degni della nostra ammirazione. Successivamente ci siamo divisi in due gruppi: alcuni si sono coraggiosamente avventurati sulla cupola di S. Pietro passando per scalinate sempre più anguste e precarie; altri hanno invece ripercorso le origini della Basilica, visitando le fondamenta che portano ancora i segni dell’antico edificio su cui sorge l’odierna Chiesa e le tombe dei Papi tra le quali è presente anche il reliquiario del Santo Pietro.

Siamo usciti dall’edificio giusto in tempo per essere travolti da cascate di pioggia e abbiamo dovuto fare una vasca (nel vero senso della parola) non indifferente per arrivare in piazza del Popolo dove alle 19.20 sarebbe passato Ettore, il nostro autista, per riportarci in Hotel.

Dopo la cena abbiamo avuto tutta la sera per sistemarci e andare a trovare i nostri compagni per stare un po’ insieme e soprattutto per ridere fino a quando il sonno non avesse avuto la meglio.

 
3° giorno
I Vincitori


Ore 7.00: risveglio.

Il giorno fatidico era giunto e con esso tutte le nostre ansie e preoccupazioni. Infatti, dopo la colazione più sofferta della nostra vita per paura di sporcare la divisa, ci siamo recati col pullman nei pressi della Sala Nervi. Qui, composti come non mai, abbiamo atteso pazientemente il nostro turno per entrare nell’aula tante volte vista in televisione, ma che ora appariva ancora più imponente e in grado di suscitare emozioni.

Raggiunti i posti a noi assegnati, subito, due cerimonieri si sono avvicinati per chiederci di rallegrare un po’ l’ambiente con qualche nostro pezzo prima dell’entrata ufficiale di Sua Santità. Un po’ intimiditi, ma con tanta voglia di farci sentire, abbiamo eseguito una marcetta del nostro repertorio che ha suscitato negli 8000 presenti stima e ammirazione dimostrataci con calorosi applausi. L’adrenalina saliva e con essa il nostro entusiasmo, anche perché veder ballare un “pubblico” così numeroso non è da tutti i giorni...soprattutto in Sala Nervi!

Ma la nostra emozione più grande è stata provocata dall’ingresso di Sua Santità il Papa che con la sua serena espressione ha trasformato l’adrenalina in forte commozione chiaramente visibile dai numerosi occhi lucidi. All’interno della Celebrazione sono stati presentati tutti i gruppi recatisi all’udienza, chi, come noi, con la passione della musica e chi semplicemente desideroso di un incontro col Papa.

Durante l’udienza si sono susseguiti intensi momenti di preghiera e di musica: uno di questi è stata la nostra presentazione avvenuta sulle note di FLY PAST...speriamo gradito dal Papa!

Al termine dell’udienza ci era stato nuovamente suggerito di intrattenere i presenti dai nostri più accaniti fans: i due cerimonieri. Con nostra grande meraviglia uno dei nostri pezzi è stato bruscamente interrotto: non che non piacesse, bensì dopo alcune nostre sollecitazioni ci era stato concesso di fare alcune fotografie col Papa a patto che fossimo molto rapidi.

Giunti in prossimità del Santo Padre siamo stati “travolti” da un’incredibile commozione che ha avuto la meglio sui richiami dei fotografi che ci invitavano a sorridere. É stato immortalato, non solo in un rullino fotografico, ma anche e soprattutto nei nostri cuori, anche il momento in cui il nostro direttore ha baciato la mano di Sua Santità a nome di tutta la banda.

É giusto sottolineare anche che la marcetta che ha accompagnato Giovanni Paolo II all’uscita della sala è stata quella composta da nostro maestro: Daniele Cacchioli.

Abbiamo poi avuto un altro “momento di gloria” (troppi in un solo giorno!) in piazza San Pietro dove, per dar sfogo alla nostra gioia, abbiamo continuato a suonare e a ballare pezzi del nostro repertorio richiamando attorno a noi una numerosa folla e coinvolgendola in un simpatico trenino.

Salutato poi il presidente della banda Claudio Mazzadi, nostro portavoce e supporter migliore, abbiamo consumato un veloce pranzo al sacco e successivamente ci siamo rimessi in viaggio per osservare, seppur velocemente, un enorme auditorium ancora in costruzione, lo stadio Olimpico, l’edificio dell’EUR e la Basilica di San Paolo fuori le mura.

É stato a questo punto che, sulle note di “Arrivederci Roma”, abbiamo salutato questa città che ci ha ospitato per tre indimenticabili giorni.

La stanchezza accumulata si è però fatta sentire durante il viaggio di ritorno infatti, dopo qualche breve canto, molti di noi si sono appisolati, tutti però con la consapevolezza che la nostra più grande vittoria non era costituita semplicemente da una gita a Roma, ma dall’incontro con quell’Uomo così difficile da spiegare, ma incredibilmente facile da capire.
 
            Chiappa Francesca, Conti Daniela e Lusardi Alessandra



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